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DAL LIBRO ALLO SCHERMO: IL CANTO DI NATALE

mercoledì 20 dicembre 2017


“Marley, prima di tutto, era morto …” 
È per lo meno eccentrico come attacco, incipit per il più bel racconto sul Natale che mai sia stato scritto. Ma è proprio così che inizia il primo capitolo di un intramontabile classico del 25 dicembre, una delle opere più famose e popolari di Charles Dickens:”Il Canto di Natale” noto anche come Cantico di Natale, Ballata di Natale o nell’originale inglese:”A Christmas Carol “.
Non fatevi ingannare, non c’è trasposizione televisiva o cinematografica che regga il confronto con le parole animate di Dickens, la cui lettura, quasi arrivassero da secoli lontani avvolte in una formula arcana,  sprigiona, improvvisamente, il sortilegio di passi che fondano nella neve tra scampanellii di slitte trainate, di strette di mano infreddolite, nasi rossi e voci argentine che gridano:” Buon Natale Mr. e Mrs…” con sottofondo di campane a festa… Insomma non c’è niente che ti possa catapultare nella magia del Natale come il Canto di Natale di Dickens e anche se viviamo in angusti monolocali,  già dopo le prime pagine di questo impareggiabile capolavoro, ci sembrerà di leggerle accoccolati al tepore di un grande caminetto vittoriano tra i ceppi scoppiettanti e fiocchi di neve alla finestra…
 Per chi non conoscesse ancora la trama: il protagonista è il vecchio avaro e gretto Ebenezer Scrooge, uomo d’affari perennemente arabbiato, polemico e senza scrupoli che si rifiuta categoricamente di celebrare il Natale e tutto ciò che rappresenta e non si può tradurre in moneta sonate: gli affetti, la cordialità, la bellezza della vita …Su tutto ha da ridere il bellicoso Scrooge!
Tanto è avverso alle festività che costringe il suo contabile Bob Cratchit, un buon uomo che ama la famiglia e soprattutto il più piccolo dei figli, Tim molto malato, a lavorare in condizioni pietose anche il giorno della Vigilia. Scrooge, lo spietato non ha amici e a chi gli rivolge un augurio benevolo, risponde scontroso borbottando come una pentola a pressione, caccia via in malo modo perfino il nipote Fred, figlio della sorella defunta, perché l’unica compagnia che Scrooge desidera è quella della cassaforte!È sera nella vuota e fredda casa di Scrooge. Stranamente, entrando l’avaro despota intravede la sagoma di un suo stretto collaboratore riflessa nel battiporta: Jacob Marley, suo socio d’affari defunto. Scaccia i pensieri e cerca di mettersi a letto ma viene disturbato da rumori inquietanti: catene, il passaggio di un carro funebre, una campanella che tintinna… Finché la porta della stanza da letto si spalanca e compare proprio: Jacob Marley o meglio il suo fantasma! Da questo episodio inizia per Scrooge un viaggio che ricorda per molti aspetti quello di Dante ma al posto di inferno, purgatorio e paradiso troviamo le dimensioni del tempo: presente, passato e futuro… Non sarà affatto piacevole percorrerle per Scrooge ma sarà di vitale importanza perché grazie all’intervento di altre eteree presenze oserei dire virgiliane, Ebenezer Scrooge, l’arraffa, il taccagno, lo scorbutico Scrooge si ravvede, cambia rotta fino al il finale commovente e lieto dove : 
”… dà di matto, salta dalla gioia, ride fino alle lacrime…” 
sbalordendo la città intera e divenendo un vero e proprio dono di Natale per chi avrà il piacere di incontrarlo!

Adoro Il Canto di Natale di Dickens è tra i miei libri preferiti.
Prendete l’abitudine di leggerlo e rileggerlo ai più piccoli, ogni anno, quasi ad aprire le danze ad una tradizione familiare di un incantevole tempo sospeso tra desideri e speranze  che forse esiste solo nei nostri sogni ma proprio per questo non significa che sia meno vero.

L’Autore

Non me ne vogliate se per questioni di spazio sarò costretta a riassumere in poche righe la biografia di Charles Dickens scrittore inglese nato nel 1812. Ha vissuto un’infanzia traumatica e  terribile a causa del crollo finanziario della famiglia. Il padre infatti finì in prigione per debiti e Charles Dickens fu costretto a lavorare in fabbrica appena dodicenne (per fabbrica s’intende una fabbrica dell’800 ossia una baracca infestata dai topi), dove Dickens, incollava etichette su flaconi di lucido da scarpe. Egli stesso ricordandola in Tempi Difficili descrive quel periodo come: ”… Non vi sono parole per descrivere la segreta agonia dell’anima … nel sentirmi spezzare nel petto le vecchie speranze di poter essere un giorno uomo colto ed eminente…” ma la vita si sa fa dei giri di boa imprevedibili e Charles Dickens giunto alla maggiore età diventerà “uomo colto ed eminente” da cronista parlamentare ad uno dei più grandi romanzieri dell’Ottocento, ricordiamo oltre al“Canto di Natale”,“Il circolo Pickwick”, “Oliver Twist”, David Copperfield” “La bottega dell’antiquario”, “Le due città”, “Dombey e figlio” e molti moltissimi altri capolavori.

Cosa dicono del libro:
«… Mi sono cimentato in questo libricino di fantasmi per suggerire il fantasma di un’idea che non vi faccia inquietare, lettori miei, né con voi stessi, né fra di voi, né con il tempo e tantomeno con me. Possa esso vagare benaccetto per la vostra casa senza che desideriate scacciarlo. Il vostro fedele amico e servitore ... Dicembre 1843 - Charles Dickens ~
« …Ci sono molte cose, credo, che possono avermi fatto del bene, senza che io ne abbia ricevuto profitto: Natale è una di queste. Un periodo di gentilezza, di perdono, di carità, di gioia nel quale uomini e donne sembrano concordi nello schiudere liberamente i cuori serrati e nel pensare alla gente che è al di sotto di loro come se si trattasse realmente di compagni nel viaggio verso la tomba, e non di un’altra razza di creature in viaggio verso altre mete…  - Charles Dickens ~


Magari i vostri figli  non sanno che Christmas Carol di Robert Zemeckis è più o meno la cinquantesima versione cinematografica del celebre racconto di Dickens. Prima di andare al cinema, vi raccomando caldamente... regalate e leggete il libro non ve ne pentirete!
E con questa meravigliosa proposta noi redazione di Piccoli Lettori Crescono - Book Avenue KIDS vi auguriamo uno splendido Natale e Felici Feste tutte!
Arrivederci all'anno prossimo! 
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